La Cucina · nove ricette che meritano il baccello

La Cucina · № 01

Crème brûlée à la vanille

La crema fu messa per iscritto nel 1691. Della vaniglia rispondiamo noi.

Per
6
Preparazione
20 min
Cottura in forno
50 min
Riposo in frigo
4 ore

Da dove viene

La prima crème brûlée scritta compare nel Le Cuisinier royal et bourgeois di François Massialot del 1691: tuorli e latte, un pizzico di farina, zuccherata in superficie e bruciata con una paletta da camino arroventata.

La vaniglia non c’era, in quell’originale. Divenne la firma della versione francese più tardi, e il dolce trovò la sua seconda vita nelle sale dei ristoranti degli anni Ottanta. Quello che segue è quel classico francese: la versione in cui la vaniglia si è guadagnata il posto.

François Massialot, Le Cuisinier royal et bourgeois, 1691

Ingredienti

  • 500 ml di panna fresca
  • 1 baccello di vaniglia Ox & Orchid
  • 6 tuorli (uova grandi)
  • 60 g di zucchero semolato fine
  • Un pizzico di sale fino
  • Circa 6 cucchiaini di zucchero semolato o di canna grezzo, da bruciare

Metodo

  1. Incidete il baccello per il lungo e raschiate i semi. Mettete baccello, semi e panna in una casseruola. Portate appena sotto il fremito, togliete dal fuoco, coprite e lasciate in infusione 30 minuti; un’ora è meglio. Questa è la ricetta. Tutto il resto è montaggio.

  2. Scaldate il forno a 100°C. Sistemate sei stampini bassi in una teglia alta.

  3. Mescolate i tuorli, i 60 g di zucchero e il sale solo fino ad amalgamarli. Non incorporate aria; la schiuma cuoce e diventa bolle.

  4. Riscaldate la panna fino a un fremito appena accennato, poi versatela sui tuorli a filo, mescolando con la frusta. Filtrate con un colino fine in una brocca. Togliete ogni bolla dalla superficie: una striscia di carta da cucina appoggiata e sollevata se le porta via.

  5. Versate negli stampini. Aggiungete acqua calda nella teglia fino a metà altezza degli stampini. Cuocete da 45 a 60 minuti, finché i bordi sono rappresi e il centro si muove ancora tutto d’un pezzo quando scuotete lo stampino, come la pelle di un tamburo. Si rassoda raffreddandosi.

  6. Sfornateli, fate raffreddare, poi lasciate in frigo almeno 4 ore; tutta la notte è meglio.

  7. Cospargete ciascuno con uno strato sottile e uniforme di zucchero. Fiammeggiate finché prende l’ambra: oltre il dorato, prima del nero. L’amaro è il punto; è il contrappeso alla crema. Mangiatela entro venti minuti, finché il vetro è ancora vetro.

La nota del selezionatore

Due cose separano una buona brûlée da una grande, e nessuna delle due è lo zucchero. La prima è il tempo di infusione. La seconda è la temperatura: 100°C sembra troppo poco, e non lo è. Una crema si rapprende da circa 80°C, e ogni grado in più è un’assicurazione di cui non avete bisogno. Un’ultima cosa: sciacquate il baccello esausto, asciugatelo e seppellitelo nel barattolo dello zucchero. In quindici giorni avrete zucchero vanigliato e non avrete sprecato nulla.

Fatto con

Grade A indonesiana planifolia.

Ogni ricetta qui è scritta per un baccello vero: selezionato, firmato e venduto a peso.

WhatsApp